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Zaèti: i biscotti veneti con farina di mais e uvetta Zaèti: i biscotti veneti con farina di mais e uvetta

Zaèti: i biscotti veneti con farina di mais e uvetta

Gli Zaèti

Ruvidi fuori, friabili dentro. ❤️

Semplici, ma incredibilmente gustosi: ne mangi uno e viene subito voglia di prenderne un altro.

Ma cosa sono esattamente gli Zaèti? Da dove arriva il loro nome? E perché sono diventati uno dei biscotti più conosciuti della tradizione veneta?

Scopriamolo insieme!

 

Cosa sono gli Zaèti?

Gli Zaèti, chiamati anche Zaleti, Zaletti o Gialletti, sono dei biscotti tipici della tradizione veneta, caratterizzati soprattutto dalla presenza della farina di mais e dell'uvetta.

Sono biscotti semplici, rustici, nati da una tradizione in cui gli ingredienti disponibili in dispensa erano pochi, ma proprio per questo capaci di esprimere molto bene il gusto delle preparazioni di una volta.

E forse è proprio questo il bello degli Zaèti: non hanno bisogno di chissà quanti ingredienti per farsi ricordare.

Biscotti Zaeti, biscotti tipici veneti a base di farina di mais e uvetta

 

Perché si chiamano Zaèti?

Il nome è probabilmente la prima cosa che incuriosisce quando si parla di questi biscotti.

In dialetto veneziano, “zaeti” significa “giallini”, un riferimento diretto al caratteristico colore giallo che la farina di mais dona all'impasto dopo la cottura. La stessa Regione del Veneto identifica infatti gli Zaeti, Zaleti o Zaletti come “giallini” e collega il loro nome proprio alla farina di granoturco utilizzata nella preparazione.

Insomma, basta anche solo guardarli per capire da dove arriva.

 

Gli Zaèti hanno una lunga storia

Quando si parla di ricette tradizionali è facile sentir dire che un determinato prodotto esiste “da centinaia di anni”.

Nel caso degli Zaèti, però, abbiamo una testimonianza molto più precisa.. e pure di un certo spessore!

Gli Zaèti vengono infatti citati da Carlo Goldoni nella commedia La buona moglie, del 1749, dove compare l'espressione “zaletti col zebibbo”, cioè Zaèti accompagnati dall'uva zibibbo. È una delle testimonianze storiche più interessanti della presenza di questi biscotti nella Venezia del Settecento.

E questo ci fa capire una cosa: gli Zaèti non sono una moda recente o una ricetta riscoperta negli ultimi anni, ma neanche la classica "ricetta della nonna" idealmente collocabile nei primi del '900.

Erano già conosciuti nella Venezia del Settecento e facevano parte di quella tradizione di pasticceria semplice e quotidiana che, nel corso del tempo, si è tramandata e trasformata.

 

Quali sono gli ingredienti degli Zaèti?

La ricetta degli Zaèti non è rimasta identica in ogni luogo e in ogni famiglia.

Come spesso accade con le ricette della tradizione, ne esistono diverse interpretazioni, ma alcuni ingredienti ritornano molto spesso: farina di mais, farina di frumento, burro, uova, zucchero e uvetta. In alcune versioni si trovano anche pinoli, scorza di limone, vaniglia o una parte alcolica come la grappa.

Ed è proprio questa semplicità a caratterizzarli.

La farina di mais porta il suo gusto rustico e il colore dorato, l'uvetta aggiunge dolcezza e morbidezza, mentre burro e uova contribuiscono alla struttura e alla friabilità del biscotto.

Non esiste quindi una sola ricetta immutabile degli Zaèti.

Esiste piuttosto una tradizione, con alcuni elementi che ritornano e tante piccole differenze legate al luogo, alla famiglia o al pasticcere che li prepara.


Biscotti Zaeti, croccanti fuori e friabili dentro


Croccanti fuori e friabili dentro

Ed eccoci alla parte più importante: com'è un buon Zaèto?

La caratteristica che lo rende immediatamente riconoscibile è il contrasto tra l'esterno più croccante e l'interno friabile.

La farina di mais contribuisce alla particolare consistenza dell'impasto, mentre l'uvetta crea piccoli punti di morbidezza e dolcezza all'interno del biscotto.

Il risultato?

Un biscotto rustico, ma non per questo pesante. Anzi.

Uno di quelli che si prestano perfettamente a essere mangiati da soli, magari durante una pausa, ma che danno il meglio anche quando vengono accompagnati da qualcosa da bere.

 

Come si mangiano gli Zaèti?

Gli Zaèti sono biscotti molto versatili.

La tradizione veneta li vede spesso accompagnati da caffè o vino dolce, ma sono perfetti anche con una semplice tazza di tè.

E qui arriva la parte pericolosa.

Perché sono talmente semplici da mangiare che è facile prenderne uno pensando:

“Solo uno.”

Poi magari arriva il secondo.

E a quel punto è già troppo tardi. 😜

Sono ottimi a colazione, per una pausa durante la giornata oppure alla fine di un pasto, magari accompagnati da un piccolo bicchiere di vino dolce.

Insomma, non serve trovare un'occasione particolare per mangiare gli Zaèti.

L'occasione può essere semplicemente... averli in casa.

Biscotti Zaeti di Pasticceria Gianni Saccone, biscotti veneti della tradizione con qualità di pasticceria


I nostri Zaèti

Anche noi abbiamo voluto portare avanti questa tradizione, mantenendo negli Zaèti della Pasticceria Gianni Saccone gli elementi che li rendono immediatamente riconoscibili.

La nostra ricetta unisce farina di grano tenero e farina di mais (che rappresenta il 20% dell'impasto) a burro, zucchero, tuorlo d'uovo e uvetta sultanina.

Completa il tutto una nota aromatica di Rum Giamaica.

Il risultato è quello che cerchiamo in un biscotto della tradizione: un gusto semplice e genuino, dove la farina di mais e l'uvetta rimangono protagoniste.

E mi raccomando...

Se decidete di condividerli, assicuratevi prima che ve ne rimangano abbastanza.

Perché siamo talmente certi che vi piaceranno che forse sarebbe meglio nasconderne qualcuno nella credenza. 👀

 

Scopri qui i nostri Biscotti Zaèti

 

La tradizione veneta, un po' di farina di mais, dell'uvetta e tanta voglia di dare un altro morso.

Perché con gli Zaèti, fermarsi al primo è davvero difficile.


PS: Lo sapevi che esiste anche una torta con lo stesso impasto? 
Si chiama Zaèta , ed è perfetta da condividere tutti assieme!
Scoprila QUI, non te pentirai!

Torta Zaeta, torta veneta a base di farina di mais e uvetta come i famosi biscotti Zaeti
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